venerdì 10 giugno 2011

Divagazioni

Passati i primi giorni nella semincoscienza di quanto sta accadendo nella mia vita, comincio ad essere attanagliata dall'ansia.
Una sensazione che conosco bene e che ho paura possa degenerare.
Come se qualcuno mi strappasse il cuore dal petto...e in effetti "qualcuno", anche se metaforicamente, lo sta gia' facendo.
Come se qualcuno mi stesse coprendo il viso con un cuscino impedendomi di respirare a pieni polmoni.
Come un giocattolo a molla, di quelli di latta, un po' scolorito dal sole, la vernice saltata qua e la' ...e la carica sta per finire, ma la chiave e' ancora attaccata sul dorso, basta girarla un po' per ripartire...

Ieri invece ero incontenibile e io conosco bene questa 'me", eccessiva nel parlare e nel ridere, che da li' a poco si sciogliera' in un pianto isterico. Oggi ne ho proprio voglia e un tremendo bisogno di sciogliermi in un pianto liberatorio...ma sono in ufficio e proprio non posso permettere che questa "me" prenda il sopravvento.

Meglio divagare che, oltre a fratturarvi i marroni, rischio di non riuscire a contenere questo fiume in piena.

Meglio parlare dei miei cuccioli.
Durante la doccia serale pre-nanna, il terrorista: "Mamma, quando saro' grande e faro' un lavoro tipo l'idraulico (ma perche' proprio l'idraulico??boh...), potro' raccontare di me di quando ero piccolo?" e io quando parte cosi', con queste domandone da 100 milioni di dollari, non capisco proprio dove vuole arrivare ne' dove lo dovrei portare!
Amammuzza: "Certo amore, cosa vorresti raccontare?"
Terrorista: "Anche se faro' un lavoro come l'idraulico, vorrei raccontare che da piccolo ero un elettronico, che ne capisco di elettronica!"
Amammuzza: "Certo amore!" e dentro me la rido come la pazza, mentre lui si proietta in questo futuro strano.
Poi va a letto e io in cucina  a sbrigare le ultime 600 mila cose prima di raggiungerli nel lettone.
Terrorista: "Mammaaaaa!!! Sono caduto nella cullaaaaa!!! ...e non ho la forza per uscire...sono stanco..."
Dopo esser "caduto" un paio di volte nella culla della sorella, finalmente entrambi sono "caduti" nel lettone e si sono addormentanti, cosi' da lasciarmi finire le 800 mila cose (che nel frattempo si sono amate e si sono moltiplicate!).

La mia polpetta e' sempre piu' bella e che ve lo dico fare!
I suoi bacini con il pre-schiocco e il post-bava sono meravigliosi, il suo panciotto e le sue guanciotte sempre piu' polpettose, i dentini spuntano come funghi da un giorno all'altro e li affila sulle mie braccia.
Questa mattina si e' svegliata con l'acconciatura da signora ultra sessantenne dopo esser stata cotonata e fonata!
Appena sveglia mi regala uno dei suoi meravigliosi sorrisi con il ciuccio ancora tra i denti e dopo un po', come ogni mattina mi chiede " o e' papa'a???" (dov'e' papa'?)  con modulazione di frequenza sulla "a"...e il mio volto si rattrista e mi limito a rispondere "non c'e' papa' ", ma lei e' piccina non puo' capire.
Il mio terrorista e' anche un po' rincoglionito, ancora per fortuna non mi ha chiesto dov'e' il suo papa', perche' la mattina passa a prenderlo e non si alza dal lettone come di consueto.
Forse perche' pensa che e' a lavoro, ma prima o poi mi fara' delle domande sempre piu' incalzanti e io cosa dovro' rispondere????????? E' dalla zia R... a fare che???? Amore di mamma non lo so neanche io a fare cosa...
Gira e rigira il pensiero va a cadere sempre li'...

In quei pochi attimi che ci siamo incrociati non mi ha neanche chiesto come sto...

Come sto??? Come merda non c'e' male!

Buona giornata a todos

P.S.sto gia' meglio dopo il post e il pericolo inondazione, per adesso, e' stato scongiurato!)

giovedì 9 giugno 2011

Oggi sono io

Oggi mi sono alzata dal letto con poca voglia di vestirmi, poca voglia di truccarmi, sarei voluta rimanere in pigiama...e invece ho fatto tutto il contrario, mi sono travestita da splendida (almeno credo).
Un pò per tirarmi su, perchè non serve a niente piangersi addosso, perchè non mi serve farmi commiserare nè dal tizio (marito solo nei documenti), nè da nessun altro.
Jeans stretto, maglia a righe rosse bianche e blu "sbrex", scarpe col tacco "stampellico", trucco curatissimo, spiritosona e pressocchè serena.
Niente pianti isterici, niente musi lunghi, nessuna scenata, un sole che spaccava le pietre.
Oggi è stato così, domani non so.
Ho lavorato, ho riso a crepapelle per una gara di battutacce tra colleghi, un breve pit stop a casa per il passaggio del testimone (prole) da parte del corridore-marito, spesa al supermercato vicino casa, cena, docce, pigiami, coccole prole, nanna (solo prole), piatti, lavatrice, stirare (udite!udite! ho avuto voglia di stirare e questo è un sintomo grave). Ho messo pure le toppe ai jeans del terrorista, che avevo pensato di far fare alla suocerina (a volte suocerazza, ma quando è utile suocerina!), ma ho scoperto che esistono le toppe termoadesive dopo averne acquistato un paio oggi pomeriggio.
Adesso non ho sonno...
Sono stanca, lo ammetto, ma a quanto sonno zero patata!
No, non ho paura di stare sola.
Quando il tizio fa il turno di notte sono sola.
E poi in realtà non sono sola, ho i miei cuccioli, entrambi accucciolati nel lettone con me, che mi tengono compagnia tutta la notte con i loro calcetti e braccetti, pianti tappati con ciuccio e bicchieri d'acqua.
Forse ancora non ho realizzato che lui non c'è da due notti, o forse sto cercando di abituarmi ad una nuova possibile vita.
Mi dicono che sono forte.
In realtà alcuni giorni mi sento forte, altri una pappa molle.
Ho pregato tanto per questa forza e per questa pazienza, proprio in quei momenti in cui la "pappa" si faceva molle.
Le cose andranno come devono andare, non sarò io a fermare il corso degli eventi, nè posso chiedere a Dio di cambiare il cuore di chi non mi ama.
Solo forza e coraggio, solo di questo ho bisogno e chiedo a Dio, per poter crescere i miei figli nel migliore dei modi, qualunque cosa accadrà.

Buona notte cari.

lunedì 6 giugno 2011

Ecchime!

Una settimana di silenzio-blog causa super lavoro in ufficio e solito super lavoro a casa.
Oggi sono scarica in ufficio e sempre a carica a casa.
Cosi', dopo avervi un po' scioccato con il post precedente, mi sembra giusto darvi un piccolo aggiornamento della situazione.
Il giorno dopo e' tornato all'ovile e il lunedi' sera abbiamo parlato a lungo.
L'ennesima discussione chiarificatrice che ancora non ha portato a nulla.
Sono comunque contenta di essere riuscita a parlare di tutto quello che sento e aver comunicato senza pianti isterici, con calma, quanto sto male per questa situazione.
Ultimamente mi e' capitato spesso di non saper  comunicare, di trovarmi davanti ad un accusatore accanito che non ascolta. Sta volta forse sono riuscita a comunicare e forse dall'altra parte sono stata ascoltata. Forse.
La situazione e' comunque statica.
La parole divorzio e separazione non esistono nel suo vocabolario...forse la parola "limbo" e' a lui piu' congeniale.
Vorrebbe prendere un periodo di riflessione, stare per un po’ dalla sorella, per capire se sente la mia mancanza, per capire se potra’ riuscire ad accettarmi per quello che sono…
La cosa mi lascia molto perplessa, ma io non incateno nessuno, ne’ posso obbligarlo ad amarmi.
Se dovesse capire che senza di me sta meglio, ma le parole divorzio e separazione non stanno nel suo vocabolario, cosa fara’?? Continuera’ con la situazione di comodo???
Io so perfettamente qual e’ il mio posto, il mio ruolo, e’ lui che deve chiarirsi e di certo non puo’ portarmi al limite solo perche’ spera che sia io a prendere una decisione, solo per scaricare il peso di tutte le colpe su di me.
Ad una settimana dalla discussione e’ ancora a casa, con la sua solita faccia scura, con la sua solita freddezza, con il suo solito distacco.

Ieri siamo andati al “parco delle farfalle” e i bambini si sono divertiti tanto.
Abbiamo fatto il pieno di vento, ma faceva caldo e spero che non mi chiamino dall’asilo per dirmi che la piccola ha la febbre.
Il terrorista ha colpito ancora, ha smontato una casetta nell’area giochi…da grande fara’ l’ingegnere!! In sua difesa ha avuto il coraggio di dire : “Ma io non l’ho rotta! L’ho solo smontata!” .  Mai una volta che riesca a non farsi rimproverare da qualcuno…
Oggi passero’ la giornata con l’immagine della mia piccola polpetta con la sua faccetta sorridente sull’altalena e il terrorista ingegnere folle, perche’ sono queste le cose che mi rendono felice, che mi fanno passare la giornata.
Perche’ non c’e’ niente di meglio al mondo dei loro sorrisi.

Baciuzzi.

domenica 29 maggio 2011

Siamo all'epilogo.

La mia storia come tante altre, solo che questa storia è la mia e fa male a me.
Non m'importa se non sono la prima e neanche l'ultima, che c'è gente che sta peggio di me, non mi consola questo. Io sto male per la mia storia, perchè la vivo sulla mia pelle.
L'ottimismo va a farsi fottere, se n'è andato già da tempo.
Succede.
Adesso succede a me.

Reduci entrambi da storie importanti,compagni di scuola,  amici da una vita ci confidavamo tutto, una sera siamo usciti da soli,ci siamo ubbriacati e tra un panino e una carambola ci siamo baciati.
Risate, paure, sensazioni strane iniziali, hanno lasciato il posto ad un amore pazzo d'amore.
Ci saremmo voluti sposare subito, ma la suocera con i suoi pianti ci ha convinti ad aspettare due anni.
Sono stata accusata di averlo sposato troppo piccolo...ebbene sì, l'ho minacciato con una pistola puntata alla tempia!
Io ERO convinta che lui fosse piu' maturo degli altri ragazzi di quasi 24 anni...ma quanto è vero che l'amore è cieco! Con il senno di poi ho maturato l'idea che nessun uomo è maturo abbastanza.
Dopo sei mesi sono rimasta incinta del primo figlio, il terrorista.
L'amore pazzo si è trasferito tutto su di lui, o forse così ha creduto. E' vero che quando si diventa mamme si cambia e che colui che era stato in primo piano, forse troppo precocemente, è passato in secondo piano.
Ecco comparire i primi problemi che nella sua testa si  amplificavano e nella mia vagavano nascondendosi negli angoli piu' oscuri.
Ho cercato sempre di risolverli i problemi, ma solo se mi sbattono in faccia con chiarezza, perchè io ho il vizietto di nascondere a me stessa le verità scomode.
Passano sei anni e il desiderio di una piccoletta si fa sempre piu' insostenibile.
Sono stata accusata di aver tentato di procreare facendo uso improprio di "pisello" nolente...ancora una volta ho sfoderato la mia 44 magnum e ho abusato di lui!
E' stata una gravidanza di lacrime, di liti furiose, un marito assente, bugiardo e silente.
Silente...non mi diceva ormai da troppo tempo che mi amava e la cosa mi faceva male, ma la giustificavo pensando che lui volesse fare l'uomo duro ma in fondo mi amava.
Stupida.
Silente...il suo malessere era così forte ma lo teneva dentro a marcire.
Silente...i miei fiumi di parole, le mie lettere, le mie poesie, tutte senza mai una risposta ai miei perchè.

Sono un grandissima stupida. Lo so. Me ne rendo conto solo adesso di quanto io sia stata stupida.

Una mattina mi sono svegliata e lui si era già alzato. Il suo cellulare sul comodino. Io che, forse per paura di scoprire qualcosa che non avrei mai voluto scoprire, forse perchè la mia onestà mi impediva di comportarmi in maniera scorretta, forse perchè ancora una volta stupida e anormale, non avevo mai spulciato tra i messaggi e le chiamate, ma quella mattina l'ho fatto...
Quel cellulare che camminava sempre con lui, che non restava mai incustodito, quella mattina vibrava sul comodino e lui era in salotto a fumare una sigaretta.
Con il cuore in gola, dubbi e sensi di colpa, ma una voglia incotrollata di sapere pur facendomi male, prendo quel cellulare e richiamo. La voce di una donna...solo io mi sono stupita, vero???? Stupida, lo so. C'era un messaggio che ancora lampeggia come un'isegna nella mia mente: "TI AMO" ...io che da tanto, troppo tempo non sentivo dirmi una cosa simile...e cosa ancora piu' bizzarra il messaggio era da parte di "papi" e di certo un padre (con tutto l'amore che ha per un figlio) non scrive certi messaggi.
La vista annebbiata,gli occhi fuori dalle orbite, i nervi scoppiettanti, il cuore che mi usciva dal petto, vado in salotto con quel telefono in mano e facendo partire la chiamata gli dico :"ha chiamato papi, è al telefono, vuole parlare con te".
Nel tentativo di togliere il cellulare alla belva furiosa (io) il cellulare si è spezzato ed è finito subito dopo violentemente fuori dalla finestra (sempre io).
Sono stata accusata di essere pazza, di essermi inventata tutto, di aver frainteso...e qui la mia 44 magnum purtroppo aveva finito le pallottole!
Lui se n'è andato a casa dei suoi genitori "per riflettere" perchè "io" lo distruggevo e gli rendevo la vita impossibile.
Stupida...mi ero quasi persuasa di essere io la pazza, quella esagerata.
Dopo due settimane è dovuto ritornare, perchè il padre non ha tollarato piu' un simile comportamento.
E' tornato, senza volerlo, senza dire una parola, senza discutere, senza mettermi al corrente dei suoi piani.
La stupida (che sarei sempre io) gli aveva dato il suo perdono.
Lui ha sempre negato e mi accusato di aver usato quella storia (che mi ero assolutamente inventata!!) per giustificare i miei sbagli, per dare la colpa a lui di tutto.
La stupida raccoglie i pezzi e cerca d'incollarli alla meno peggio, ma sapeva già che la cosa non avrebbe retto a lungo.
In questo tempo ho esercitato molto la mia pazienza e ho cercato di scacciare l'insistente malsano(?)pensiero di andare a fare una visitina a "papi" e fracassarle il viso di pugni, niente 44 magnum solo la goduria di sentire le ossa frantumarsi sotto le mie nocchie.
Alla fine che ne vale...

Mi sono ostinata a tenere accanto un marito che non mi vuole. Questa è la verità.
Per i miei figli, perchè non riesco a sopportare l'idea che per colpa del mio egoismo loro debbano fare a meno del loro padre.
Stupida.
Ieri è stato tutto il giorno fuori. Di mattina le prove, pranzo fuori e partita di tennis, poi ha portato il terrorista al parco giochi e non ha voluto aspettare che io mi preparassi per andare con loro.
Stupida...ancora piangi???
Rientro alle 21 e io non avevo preparato nulla per cena, convinta che avessero mangiato fuori.
Io indifferente.
Prende le chiavi e dice:"vado da mia sorella"...e non è rientrato neanche per la notte.
Mi ha mandato due sms appena andato, diceva che bisogna riflettere sulla cosa piu' giusta da fare, che non ce la fa piu', che "dobbiamo" smettere di farci del male.
Traduzione: "stupida!!! Ancora credi in Babbo Natale??"

Lui va e viene a suo piacimento e io sono imprigionata in una campana di cristallo.
Io non posso fuggire, io ho delle responsabilità, anche se teoricamente pure lui.
Ci sono i bambini di mezzo e loro non devono pagare delle colpe che non hanno, ma pagheranno comunque.

Mi sento morire e dovrò far finta che tutto va bene, con i bimbi, al lavoro, con i miei genitori.

Invece vorrei correre dietro un treno e urlare fino a rimanere senza voce, vorrei fare l'irresponsabile, ubbriacarmi e magari scoparmi uno sconosciuto e sentirmi sporca, andarmi a schiantare subito dopo con l'auto contro un albero in una campagna sperduta e dormire per 4 giorni.

Non posso.
Posso solo piangere,avere un'immensa paura, sentirmi sola e fare finta che la vita continua senza alcun problema.
Ma chi cazzo lo ha stabilito che le mamme devono essere forti???
Ecco...io sono stanca di essere forte.

Scusatemi.

Avevo bisogno di sfogarmi senza fare attenzione alle brutte parole, ai verbi un pò al presente e un pò al passato, alla tristezza che vi ho trasmesso, ma non riesco a fare altrimenti.

venerdì 20 maggio 2011

Il mio compleanno

Ieri ho compiuto niente poco di meno che la bellezza di 35 anni!!!! oooooooooooohhhh...(pubblico stupito). Il 35esimo anno vissuto giorno per giorno con tutti i suoi problemi, le rughe e i capelli bianchi coperti mensilmente da una tintura che dovrebbe assomigliare al mio colore naturale.
Ho sempre pensato al giorno del compleanno come un giorno speciale e mi sono sempre impegnata perchè riuscisse vagamente ad esserlo. Il giorno del compleanno va festeggiato e io l'ho sempre festeggiato, perchè ogni anno in piu' è un traguardo , ogni anno si cresce sotto tutti gli aspetti, un giorno di vita in piu' è un dono e figuriamoci un anno.
Quest'anno niente festeggiamenti, la piccola ha beccato il suo ennesimo virus, una fantastica gastroenterite. Questo il suo regalo. Il mio per lei è stato prendere due giorni di ferie ( e non è che abbia tutte queste ferie...).  Il mio terrorista mi ha portato un disegno (anche se non era esattamente a tema compleanno!! Ritraeva una nave pirata...mah!) e poi in una bustina, in condivisione con il maritazzu, un buono per un massaggio relax e un percorso termale in un centro benessere.
Il terrorista ha partecipato attivamente mettendo la sua parte di soldini...50 cent!!!! Della serie: ognuno fa quello che può!
Bello, bellissimo...ma questo regalo ha avuto lo stesso effetto e la freddezza di una tassa da pagare. La tassa di compleanno.
Un pò di relax ci vuole, ne ho bisogno e ho sempre fatto l'occhiolino ad un regalo simile...ma sarò sola.
Ci sarebbe stato piu' bisogno di una qualsiasi "cosa" di coppia, un regalo da condividere, anche una semplice pizza, ma come posso pretendere...
A parte questo alone di tristezza che aleggia sempre su di me, ci sono state comunque delle cose speciali degne di un compleanno.
La mia mammuzza è venuta a trovarmi di prima mattina, recando con se la borsa dei doni rubata a babbo Natale! Bedda mammuzza mia! Ogni tanto rompi le palle (come tutte le mamme del resto) ma mi sei sempre vicina e mi ami come solo una mamma speciale come te sa fare!
Vengo al dunque.
Mi ha portato: 4 rose appena colte dal giardino, un quadretto con le foto dei miei adorati pargoli, una crostata alla nutella (che se non mi avesse portato quella crostata non avrei avuto neanche una torta di compleanno...), un gratta e vinci (che non si sa mai ti ritrovi un bel regalo in piu'!ma figuriamoci, neanche il costo di un altro biglietto), e una bustina con tanto di dedica e ...rullo di tamburi...200 euri tondi tondi!!!
"Spennatilli tutti tu, amammuzza!!! Accattiti tuttu chiddu ca voi!!!"  (traslation: Spendili tutti per te, figlia mia. Compra tutto quello che vuoi")
E' proprio vero che la mamma è sempre la mamma!
Mio padre, che non era a conoscenza dei 200 euris, mi ha lasciato sul tavolo altre 50 euri!!!
Insomma sugnu ricca e nuddu u sapi!!!
In definitiva, per gentile concessione del maritazzu, sono andata al centro commerciale vicino casa con la mia "soru broccola" (sorella di sangue) e mi sono provata e comprata l'impossibile.
Che goduria...fare shopping sfrenato è una vera goduria, soprattutto quando il budget è piu' alto almeno del doppio di quanto mi prefisso di solito e senza sensi di colpa.
Non contenta, la mammuzza mi ha preparato melenzane e peperoni ripieni e con mia immensa gioia mi sono risparmiata di cucinare anche la cena!
Altre due cosette meravigliose: la chiamata lunghissima con l'amica storica lontana dagli occhi ma vicina al cuore(beeeeeedddddaaaaa!!!) e la chiamata con l'altra amica vicina aglia occhi e al cuore.
Basta poco che ce vuò!
Sono queste le piccole cose speciali che, nonostante tutto, hanno reso il giorno del mio compleanno degno di tale nome.
Il tutto condito e contornato dagli abbracci e i baci dei miei adorati pupi.
Ho lasciato i piatti della cena dentro al lavandino, i pacchetti degli acquisti a terra, la biancheria da lavare, stirare e quant'altro, che non si dica mai che per il proprio compleanno ci si debba annoiare e affaticare!!
Ho messo a letto la mia polpetta, che immancabilmente per addormentarsi si attorciglia i capelli tra le dita e adesso prende la mia mano e la porta in prossimità dei suoi capelli per farseli accarezzare.
E' una cucciola affettuosa LEI e bisognosa di coccole LEI.
Partitina con il terrorista a "Super Mario Bross", che io gioco e lui guarda, "perchè mamma ho paura di morire io".
Nanna per direttissima alle 22.30.

Anche la giornata di oggi è giunta al termine e vado già verso i 36.

giovedì 12 maggio 2011

Si risveglia l'Etna con magma e cenere: stop ai voli su Catania...

La nostra bella Etna oggi sbotta e sputacchia tutta la terra nera che ha accumulato in gola.
Quando questa mattina mi sono alzata l'ho sentita e l'ho riconosciuta, con quella sua voce grossa e scura. Ho scostato la tenda per guardare fuori dalla finestra e il colore delle mattonelle del vialetto non era piu' di quel rossiccio scolorito, una pioggia nera ha ricoperto tutto. La prima cosa che mi e' venuta in mente : "fortuna che ieri non ho avuto voglia di lavare i mille chili di biancheria sporca e non ho steso fuori...non tutti i mali vengono per nuocere!"
Poi ho cominciato a pensare al terremoto, a quell'incubo ricorrente che facevo da bambina di dover scappare dalla lava. Ho pensato alla mia distanza dai miei figli durante la giornata e nell'eventualita' di un terremoto loro non sarebbero sotto la protezione della loro mamma, ma nelle mani di estranei che magari penserebbero solo a se stessi. Magari neanche la loro mamma potrebbe fare nulla contro l'iraconda Etna.
Comincio bene la giornata...
Giusto il tempo di prendere coscienza dopo un risveglio come sempre traumatico e ritrovare quel pessimismo cosmico che mi attanaglia gia' di primo mattino.
Poi ho cominciato a pensare alla giornata di ieri, a come gli eventi extraordinari abbiano inevitabilmente condizionato il mio umore di oggi. Mi si legge in faccia. Questa faccia che oggi non ho avuto il tempo e neanche la voglia di mascherare adeguatamente e che la dermatite da stress rende ancora piu' sgradevole alla vista, mia prima di tutto.
Oggi sono come la mia Etna e spero di non eruttare, spero di limitarmi a far cadere una pioggia breve di lacrime nere.

Ieri sera.
Con un po' d'imbarazzo, frugando tra i mille discorsi sicuramente preformulati, mi dice:
"Puoi venire un attimino? Ti devo fare ascoltare una cosa, ma non pensare male. Ho scritto una canzone. Non rimanerci male e non pensare che sia in qualche modo autobiografica. E' solo una canzone."

Come faccio a non essere prevenuta con una simile premessa?
E' come dire: " Pensalo!Non avere dubbi in merito!"
Sono diventata impaziente e nello stesso tempo sarei voluta scappare, non leggere affatto.

Ho cercato quindi di ingoiare in fretta la saliva amara che mi si era accumulata in bocca, di digerire la notiziona che lui aveva scritto qualcosa (lui non scrive e non legge mai, a parte il volantino dell'Auchan!) e concentrarmi su queste parole che non avrebbero dovuto scalfirmi (secondo lui) ma che non hanno fatto altro che aggiungere la colla dietro un puzzle ormai assemblato.

Ancora una volta sbatto contro un vetro antiproiettili, scrupolosamente lucidato, che da lontano non si vede, ma se corro con gli occhi chiusi lo becco in pieno viso e cado tramortita.

Ancora una volta la grossa mano callosa della realta' mi afferra violentemente e impedisce i miei tentativi di volo gia' cosi' incerti.

Ancora una volta mi ritrovo a masticare terra arida.

mercoledì 11 maggio 2011

...e lei danza...

Oggi e' una di quelle solite monotone giornate in cui la routine m'insegue. Io ormai la routine non la inseguo piu', non riesco a starle dietro!
In questi momenti la mia mente danza. Si lascia andare in una danza inizialmente sinuosa, avvolgente, che poi in un crescendo musicale diviene sempre piu' appassionata, vorticosa.
Se malauguratamente un individuo qualsiasi si venisse a trovare nel bel mezzo di quel crescendo o peggio ancora quando quella danza di pensieri diviene vortice, viene tramortito come da un TIR invisibile.
No, che non e' facile capire quella danza... neanche per me.
Comincio a mescolare passato, presente e futuro, scambiare il vorrei con quello che ho e da li a poco sono nel piu' completo delirio.
Ecco, adesso forse sto delirando.
Quando comincio a parlare (e soprattutto scrivere) in maniera confusa Lei danza. Non fermarmi, danza con me e quella danza non finira' in un vortice, sara' un tango appassionato e travolgente.
In realta' vorrei fare un tango con quell'uomo li ...che sta fermo in un angolo buio senza proferire parola, come se non facesse gia' piu' parte della mia vita e sta a guardare la mia danza come da dietro un vetro antiproiettili.
 Io l'ho sposato quell'uomo li e adesso me ne ritrovo accanto il sosia, lo stuntman o solo lui sa chi e che cosa.
Quei tempi in cui le nostre menti danzavano in un corpo solo...aaaahhhhh (sospiro)...quei tempi...
Si', hai ragione, forse sono pazza!

La societa' mi consente solo d' inseguire quella routine, vorrebbe farmi smettere di danzare...
Io invece abbasso la musica al limite del campo di udibilita' e la mia mente continua a danzare vorticosamente, fingendo di essere impassibile e all'occorrenza sorridente.
Devi solo stare attento all'arrivo del TIR invisibile...

lunedì 9 maggio 2011

Liebsterblog

Non e' che io abbia capito benissimo di cosa si tratti, ma sembra una cosa carina e mi attengo alle regole o almeno ci provo.
Dunque...trismamma mi ha donato un premio, trattasi del  Liebsterblog.    
Ne sono sono stata davvero contenta, pur non sapendo esattamente di cosa si trattasse, solo per il semplice fatto che qualcuno mi avesse menzionata, pensata e in qualche modo apprezzata.
Credo sia proprio questo il punto, scegliere dei blogger con meno di 100 followers e nominarli per dare maggiore visibilita'.
"Liebster" in tedesco significa "carissimo" e una simile attribuzione al mio blog mi fa gia' andare in sollucchero!
Un primo scoglio l'ho quindi superato grazie a google,wikipedia e compagnia bella, che risolvono questi problemucci d'ignoranza.
Un secondo scoglio che spero di aver superato, dopo aver letto la guida di blogger , e' l'operazione di linkaggio.

Le regole sono:
-linkare la persona da cui hai ricevuto il premio (e qui casca l'asino!che sarei io...).
-raccontare 7 cose su di te ( non vi ho gia' raccontato quasi tutto su di me???)
-premiare 15 blog e avvisarli del premio (il premio dovrebbe essere appunto dare maggiore visibilita' nominandoli, con il linciaggio...ehm...linkaggio).

Mumble...mumble...7 cose su di me (e spero che tutte e 7 sette non mi/vi schiaccino!):

1) Sono alta,magra,bionda,occhi azzurri...e a volte mento spudoratamente!!!

2) Credo fermamente che sia meglio una verita' che fa molto male che una bugia a fin di bene (e qui smentisco il punto 1! ma al 2  non scherzo mica...). Cerco di essere sincera e mi piacerebbe che anche gli altri lo fossero, infatti quando scopro una bugia mi sento terribilmente ferita.

3) Mi piace mangiare. Trovo sia uno degli irrinunciabili piaceri della vita. Odio quando mi si guarda nel piatto e si monitorizza la quantita' di cibo che ingurgito. Adoro i dolci, tutti.,ma i pasticcini alla ricotta sono i miei preferiti (sto gia' sbavando...).   

4) Mado'...sono ancora a 4??????
    Sono spontanea, a volte anche troppo.

5) Ho fatto arti marziali per diversi anni . Amo il Ju-jitsu e se non fosse che mi sono lussata la spalla innumerevoli volte, operata e rilussata, sarebbe stato lo sport della mia vita.

6) Ho un cane. Un  husky femmina, che si chiama Bianca. Questo non ve l'avevo ancora detto.

7) Penso e ripenso a questo ultimo punto ma non mi viene in mente niente di serio!
    Ho i piedi bruttissimi e tutti (compreso il marituzzu) mi prendono in giro per questo!

Ce l'ho fatta! Che fatica...

Ladies and gentleman, adesso ecco a voi i 15 vincitori (rullo di tamburi):

http://mammazeroventi.blogspot.com/
http://unangoloinblu.blogspot.com/
http://giuliapassionejulez.blogspot.com/
http://lamiatribu.blogspot.com/
http://creativando-creativando.blogspot.com/
http://dafidanzataamoglie.blogspot.com/
http://mammasuperabile.blogspot.com/
http://mammamattaritorna.blogspot.com/
http://eramegliounpescerosso.blogspot.com/
http://iocuordicarciofo.blogspot.com/
http://tantovalagattallardo.blogspot.com/
http://trebimbeintreanni.blogspot.com/
http://serenadinomemanondifatto.blogspot.com/
http://zibaldblog.blogspot.com/
http://piedinudinelparco.blogspot.com/


Belli e bravi!Belli e bravi!!!

venerdì 6 maggio 2011

Per me mamma

"Mamma, ti voglio bene
un bacio ti dò, se leggi il biglietto sarò felice.
So che con me ci starai sempre, anche nei momenti difficili"
(Il mio terrorista di 7 anni)


+dvd foto
(La mia polpetta di 16 mesi)

Che giornatina...
sarà che oggi sono particolarmente sensibile, ma è da un giorno interno che gli occhi mi si riempiono di lacrime e a stento sono riuscita a trattere che traboccassero.
Non per tristezza ma per commozione.
La corsa della polpetta verso me quando sono andata a recuperarla all'asilo (o come dice mio suocero "l'esilio") e l'interminabile abbraccio guancia a guancia d'amore profondo e la maestra che mi ha detto "brava mamma! Si vede che è una bambina serena!".
Altri abbracci dall'altro amore mio di zia.
Le letterine e i regalini per la festa della mamma che gonfiano a dismisura il mio ego di mamma follemente innamorata.
Quel dvd con tutte le foto all'asilo, che anche se la mia polpetta compare poche volte (influenze e malattie varie a piu' non posso e non ne posso piu'!) i bimbi sono meravigliosi tutti e talmente teneri e spontanei che mi è piaciuto guardarli tutti. Quella canzone di Tiziano Ferro (il mio regalo piu' grande) che accompagnava il susseguirsi delle foto e che davvero non so come ho fatto a trattenere le lacrime (che hanno trovato via di sfogo dal naso!).
Li amo.
E' un'ovvietà, lo so, ma questa sera ho una sensazione di pienezza, di leggerezza trasognante, ovattata, grazie a tutti questi baci e abbracci e dimostrazioni di affetto (se pur in qualche modo indirizzati dalle maestre), che sento il bisogno di condividerlo con voi.

giovedì 5 maggio 2011

Prendi l'arte e mettila da parte...


In realta’ , quando cercano di farmi un complimento e mi danno dell’artista a tutto tondo, mi sento un po’ presa per il culo…
E’ vero che mi cimento nel fare un po’ di tutto e l’arte mi piace tutta (quella vera e non quella che si spaccia per tale), ma fare un po’ di tutto significa non eccellere in niente (almeno nel mio caso).
Pittrice della domenica…delle domeniche di 2 anni fa.
Cantante, mezza “arribbattuta” , una mezza calzetta insomma, ma mi piace cosi’ tanto(sempre 2 anni fa).
Alcuni mi hanno definita  anche poetessa e qui mi faccio grasse e grassissime risate!
Alcune volte mi sono spacciata per pittrice, che alla fine e’ quello che sento maggiormente di voler essere (ma non riesco ad essere).
Non potrei farlo come mestiere, non ho la costanza e forse neanche la sostanza, sono troppo lunatica e qui al sud non va avanti neanche l’artista vero, figuriamoci io, la “mezza”.
Amo l’odore del colore,quella pastosita’, quella brillantezza, le infinite combinazioni e sfumature, ogni pennellata o tratto che sia  e’ una goduria che non riesco a descrivervi come vorrei.
Ho passato periodi in cui tutto cio’ che guardavo  lo studiavo, pensavo ai colori che ci vedevo dentro, scrutavo i volti, le espressioni mi facevano impazzire, frugavo silenziosamente nei loro occhi.
In quel periodo forse ho creduto di essere una pittrice.
Una cantante, “arribbattuta”, ho sempre saputo di esserlo(arribbattuta), ma anche questa cosa mi da’ emozioni indescrivibili.  
Sembra un po’ volgare dirvelo cosi’ su due piedi e “goduria” e’ cosi’ pulito e riduttivo… emozioni orgasmiche!  Ecco. Ve l’ho detto.
Quando ero ragazzina ho fatto anche un provino, ho steccato di brutto, ho riso a crepapelle con l’amica storica che mi aveva accompagnato, ma a questo sogno non ho mai rinunciato anche se non l’ho mai inseguito a perdifiato.  Poco temeraria, mai appoggiata da nessuno (ci sara’ stato un motivo… ).
Piu’ o meno 8 anni fa, il marituzzo (cantante come unica passione ma anche strimpellatore di molti strumenti), decise di prendere delle lezioni di canto per perfezionare quella sua dote innata ( e poi dice che non abbiamo niente in comune…lui dote innata, io scoglionata!) . Anche  io andai per un po’ di tempo, per puro sfizio, sempre per quell’appassionarmi alle cose e  anche perche’ il maestro A. aveva notato le stelline che si accendevano nei miei occhi stile cartone animato ( ebbene si’, sono un cartonine animato. Lo ammetto.) .  
Il maestro A. mi faceva ridere troppo anche quando era serio. Le sue lezioni erano tutte un’allusione, anzi erano proprio un riferimento esplicito al sesso. Quel suo modo di essere sospettabilissimamente gay e i suoi suggerimenti altamente, ma delicatamente, pornografici…
Sono migliorata nel canto e incoraggiata dal maestro a luci rosse, sono diventata la cantante di un gruppo di musica disco anni 80. 
La mia prima esibizione in pubblico, avevo un abbigliamento very aggressive, opportunamente consigliata dal maestro per autoilludermi di avere una certa sicurezza e vedendomi tremare mi diede anche dei consigli a luci rosse (avrei  dovuto immaginare al posto del microfono…ehm…non ve lo dico,lascio spazio alla vostra fantasia e non ce ne vuole molta!) per dimenticare di essere sul palco.  Sono riuscita a fare un giusto uso del microfono e delle corde vocali e la serata ha avuto un discreto successo.  Da li’ diverse altre serate. Molto molto divertimento. Sano divertimento (giuro!).
Una volta un tizio che, dopo una serata, voleva abbordarmi (con scarso successo), mi ha dato della bigotta… voleva convincermi dicendo che era un imprenditore e c’e’ mancato poco che  mi mostrasse il suo 730! Quando non ha avuto piu’ argomentazioni, ha continuato ad insistere dicendomi chiaramente che non era un problema per lui che io fossi  sposata e che avrei dovuto provare prima di dire di no... stendiamo un velo pietoso, anzi una copertona di lana.
Ho fatto anche la corista…questo forse per stare alle costole del marituzzu…
non si fa!non si fa! Si fa…si fa…
Adesso canto solo in macchina, a squarciagola. Il mio pubblico sono i passanti attoniti e sconcertati!
La terza passione, la poesia (se cosi’ possiamo definire le 4 squallide parole messe in fila che ogni tanto mi sventuro a scrivere)  e’ semplicemente un mio sporadico sfogo, la penna che scrive da sola (diamo la colpa alla penna…), di getto, spesso accompagnata dalle lacrime.
Onestamente preferisco le poesie di Untale alle mie, che mi affascinano, mi insegnano, mi fanno sognare. Quando le recita con l’intonazionazione giusta e il sentimento di chi le ha scritte,le ama,le ha dentro.
Untale e’ un mito. Il mio mito. Il papa’ che avrei voluto avere.  Voi non lo conoscete ma un giorno magari, spero si possa servire del mio blog per scrivere qualcosa delle sue. Pungente,terreno,imprevedibile,ironico,sarcastico.  Me gusta.  E’ il mio scrittore preferito, per scelta anonimo.
Ultimamente le passioni sedimentano insieme ai ricordi, spero tornino presto per aiutarmi ad esprimermi. Niente piu’. Mi basta e mi avanza(per adesso).
 Scelgo la famiglia piuttosto che le passioni.






mercoledì 4 maggio 2011

La casetta

Ultimamente in ufficio non ho niente da fare e mi fa rabbia pensare a quante cose invece ho da fare fuori di qui (a casa per esempio).
Quando si avvicinano delle scadenze ci dobbiamo ammazzare di lavoro, poi ci sono le attese per il successivo progetto.  Fortuna che hanno inventato internet e io ne faccio un uso spropositato ultimamente...sssshhh...non si dice...ma si fa!
Leggo i vostri blog e mi rilasso, mi commuovo,penso,rifletto.
Dopo pranzo vorrei scrivere 2 righe e arriva la collega per la solita chiaccheratina/cuttigghiu (cuttigghiu= cortile, riferito al chiacchericcio che le signore facevano un tempo in cortile) post-pranzo,per non dormire spudoratamente e rischiare di dare una capocciata alla tastiera con conseguente  inequivocabile biiiiiiiiiip !
Oggi ho pensato all'amica mia, quella storica, quella lontana dagli occhi ma vicina al cuore.
Ho pensato a come la realta' ci ha portato lontane da cio' che sognavamo da ragazzine.
Pensavo a come cambia la prospettiva crescendo, si guarda la vita da un altro punto di vista, si fanno scelte che mai avresti immaginato.
Rifiutavamo categoricamente l'idea del matrimonio e assolutamente quella dei figli, faceva una tale impressione gia' solo l'idea.
Non facevo altro che disegnare una casetta immersa nel verde e due figurine da cartone animato, una con gli occhiali, due tette enormi e i capelli ricci e l'altra capelli lisci lunghi con la riga in mezzo,occhiali e "cuscinetti" ai fianchi (cuscinetti di cellulite che lei diceva di avere) . La nostra casetta, quella in cui saremo dovute andare a vivere insieme. Solo noi due. Chissa' che risate ci saremo dovute fare, come quelle che ci facevamo ogni volta che ci vedevamo.
Amiche dai tempi della scuola media, un po' bruttine e imbranate, con i nostri capelli lunghi rigorosamente raccolti e il grembiule nero. Quanta ingenuita'. Un compleanno di quegli anni invitai lei ed altre 2 compagne a pranzo per festeggiare e quando pensammo ad un menu' preferito, pensammo alla pasta con la panna e i bastoncini di pesce...quante risate si fece mia madre appena le comunicai il menu'.
Alla scuola superiore prendemmo 2 strade diverse ma restammo amiche e diventammo grandi amiche.
Il sabato pomeriggio prendevamo insieme l'autobus e scendevamo in centro e passeggiavamo, ridevamo.
Il periodo piu' divertente fu quello del "golden burger", degli amici pazzi, del gioco della bottiglia, dello "scarica botti" ( un gioco barbaro che consisteva nel saltare uno sopra l'altro e cercare di far cadere chi sta piu' in alto, piu' o meno) , dei baci di nascosto, delle corse per non sforare il coprifuoco(sempre il mio), dei maniaci sull'autobus impunemente rimproverati dalla sottoscritta.
E ancora il mare e le "calie" (marinare la scuola) e risate e pianti e lettere su lettere per sfogare le nostre crisi adolescenziali.
Adesso siamo lontane, lontane mille miglia, soprattutto da quei disegnini, da quelle risate, quella spensieratezza. Quelle crisi adolescenziali che adesso ricordo con tenerezza. Non sai cosa darei per rivivere anche solo per un giorno, un giorno di quelli, amica mia.
Quando ci sentiamo telefonicamente sono cosi' felice, anche se non lo sono altrettanto di sentirla cosi' stanca.
Tvttttttb, ci scrivevamo e te lo scrivo ancora, ma a lettere maiuscole perche' ora sono grande...TVTTTTB.
Sono grande come le mia paura di fallire, di non saper piu' ridere come una volta.

venerdì 29 aprile 2011

Scoglionpatica sognatrice

Piu' che metereopatica oggi mi sono convinta di essere "scoglionpatica".
Finalmente ha smesso di piovere...fuori. "Dentro" ancora piove.
Così, quando la realtà è scomoda come scarpe strette con tacco 12, la mia attività onirica aumenta notevolmente.
Ultimamente sogno ogni notte, sogni strani, di quelli che mi turbano. Mi sveglio già stanca.
Spesso ho sognato di essere ancora una ragazzina ( quindi niente marito e niente figli). Il primo sogno della "saga" era bello, un'atmosfera gioiosa, piena di sole, anche se io conservavo la consepevolezza di essere un'adulta (ecchepalleeee!!). Nel secondo, ero una ragazzina malata di tumore, sempre stanca e senza capelli. Nel terzo ero in viaggio su una panda vecchia e scassata con dei mostri strani e gelatinosi. In ogni episodio della mia saga bacio qualcuno e mi piace, in ogni sogno c'è sempre un deserto dove ci sono difficoltà da superare, combattimenti o semplicemente da camminare molto senza riuscire mai ad arrivare alla meta.
Adesso che ve li racconto non mi sembrano poi così contorti. Strani sì, ma di facile lettura.
Tutta colpa della malattia, la scoglionpatìa intendo.
In questo periodo nella mia vita aleggia un piattume subdolo. Fatto di silenzi, di "sparizioni", di insoddisfazioni, di sguardi severi, di stanchezza, di astinenza-punizione...e niente baci, quindi me li sogno. Quanto mi piacciono i baci, quelli appassionati, talmente lunghi che alla fine (perchè prima o poi purtroppo devi staccarti per mangiare, andare in bagno ecc.) ti ritrovi con la bocca tutta intorpidita.
Il mio terrostista piccolo-grande ha deciso volontariamente di non baciarmi piu' (cambiamo tipologia di bacio ovviamente), senza spiegarmi il motivo ha deciso di lasciarmi in astinenza.
La mia piccola polpetta, che fino a poco tempo fa, mi dava dei bacini slinguazzosi goduriosi sulle guance, adesso manda bacini con la manina a labbra strette che sembra abbia mangiato limone.
E' una congiura contro di me questa?????????????
Quasi quasi vado a farmi un pisolino e mi rifugio nei miei sogni...

martedì 26 aprile 2011

Basta un poco di zucchero e la pillola va giu'

Oggi c'e' un tempo davvero escrementoso!!
Il cielo plumbeo e un'atmosfera che sembra togliermi il fiato. Una pioggerellina viene giu' impercettibilmente, da noi siculi denominata "assuppa viddanu" (inzuppa il contadino), sembra quasi che non piova ma dopo un po' ti ritrovi zuppo.
Sara' che io sono una metereopatica per antonomasia, ma sento come se una pioggerellina sottile inzuppi il mio cuore. Quel muscolo che ancora mi pulsa in petto con vigore, un po' sdrucito e stropicciato da tutti quelli che vendondolo inzuppato lo strizzano con forza.

Non ho voglia di essere malinconica, almeno in questo post.

Avete passato una buona Pasqua???
Avete completato la vostra collezione di uova di Pasqua?????
Io personalmente non ne ho ricevuto neanche uno , in compenso i miei figli hanno accumulato chili di cioccolato al latte (10 uova) e relative sorpresine... e la mammuzza mangia cioccolato a piu' non posso!
Ogni uovo e' stato accuratamente spezzettato e conservato in contenitori ermetici, pronto per essere furtivamente divorato in barba alla dieta!
Ieri ne ho utilizzato un po' per fare una bella crostata con crema di cioccolato.
"Bella" davvero, perche' qui in Sicilia i cibi prelibati non sono buoni (sarebbe riduttivo) sono "BELLI".
Voglio condividere questa ricettina con tutte voi mammuzze che come me hanno accumulato talmente tanta cioccolata da non poterla smaltire neanche per Pasqua prossima.

INGREDIENTI:

Per la pasta frolla:
-300 gr di farina 00;
-150 gr di zucchero;
-150gr di burro a pezzetti;
-1 uovo intero + 1 tuorlo;

Per la crema:
-100 gr di zucchero;
-150 gr di cioccolato (fondente e/o al latte);
-50 gr di burro;
-50 gr di farina;
-2 uova;
-1 bustina di vanillina;
- 1/2 l di latte;

Per la pasta frolla:
Mettete tutti gli ingredienti in una ciotola ( io cerco di essere sbrigativa) impastate con le dita fino a formare una palla e mettete in frigo a riposare per un'ora.
Per la crema:
Mescolate i tuorli con lo zucchero, aggiungete la farina e diluire con un goccio di latte. Mescolare fino a quando non avete un composto liscio senza grumi (potete aiutarvi con il mixer come ho fatto io).
Nel frattempo mettete un pentolino sul fuoco con il resto del latte e il cioccolato a pezzetti. Quando il cioccolato si sara' sciolto aggiungete il composto di zucchero/tuorli/farina/goccio di latte e mescolate fino a quando la crema non si sara' addensata ( a fuoco basso altrimenti si brucia o peggio ancora si formano i grumi). Spegnete il fuoco e fate raffreddare. Aggiungete i 50 gr di burro. Montate gli albumi a neve e aggiungeteli alla crema ormai fredda.
"Spiattellate" (io non riesco mai a stenderla col mattarello e tirarla su' senza romperla, quindi la spiattello pezzo per pezzo come un puzzle) la pasta frolla su una teglia precedentemente imburrata e infarinata. Bucherellate la pasta e poi versate sopra la crema. Infornate a 180 gradi per circa 40 minuti.

Buona goduria (ARRICRIATIVI!) con questa "BELLA" crostata!

Baciuzzi.

martedì 19 aprile 2011

Padre e figlia


Uno stereotipo della nostra societa’ stabilisce che le figlie femmine abbiano un’ammirazione smodata verso il padre.
Mio padre e’ un tipo allegro, scherzoso, passionale, generoso, tutto-fare.  I suoi discorsi sono formati per lo piu’  da detti  e proverbi siciliani, si esprime alla meno peggio ostentando una sicurezza invidiabile. 
Il nostro rapporto padre-figlia e’ cominciato molto bene.  Io sono la primogenita e fino all’eta’ di 10 anni  ero la cocca di papa’.
Mi piaceva sedere sulle sue gambe. Mi piaceva quando raccontava le  monellerie  che faceva da bambino, quando ancora abitava al paesello (racconti del tipo "Tom Sawyer") . Mi piaceva quando ballava stile Cliff Robinson per farci ridere.  Quando tornava dal lavoro e noi gli correvamo incontro e lui ci sollevava in aria ( quando siamo diventati pesanti ci aggrappavamo alle sue gambe e lui ci trascinava). Mi piaceva quando durante il periodo natalizio giocavamo a « 7 e mezzo »,  quando ancora c’erano  le 50 e le 100 lire.  
Poi  ha deciso che ero diventata troppo grande per stare a sedere sulle sue gambe e che per qualche motivo, per me ai tempi ancora sconosciuto,  non dovevo  sedere sulle gambe di nessun altro uomo !!  
A 14 anni sono diventata una figlia ribelle. Piano piano sono riuscita a deludere tutte le sue aspettative  nei miei confronti. 
Una settimana si’ e l’altra pure, ero in punizione per aver sforato di 5 o 10 minuti l’orario di rientro da lui assegnatomi ( il coprifuoco era alle 20, fino a quando non ho compiuto 19 anni e potevo stare fuori fino a mezza notte solo ed esclusivamente con la sentinella alle costole, mio fratello).  
Le punizioni me le meritavo… ancora piu’ di quanto lui potesse immaginare …
 Povero papa’ !  E’ proprio vero che alcune cose dell’essere genitore non si capiscono finche’ non si diventa  genitore.
Aldila’ del fatto che io meritassi o meno quelle punizioni, gli rimprovero di non avermi mai dato delle spiegazioni. Era cosi’ e basta. Io non comprendevo e mi ostinavo, mi sentivo incompresa , annegavo in un fiume di lacrime e scrivevo e scrivevo ad un « caro foglio » di quanto fosse ingiusto.
Lui con quel suo carattere intransigente, orgoglioso fino a morire, eresse una muraglia cinese, fatta di silenzi e sguardi duri come i sassi di quella muraglia.
Quando ero ragazzina sarei voluta  scappare da quella che vivevo come una prigionia,mentre  lui magari voleva solo proteggermi, a modo suo chiaramente.  
Oggi che sono « grande » (non troppo pero’ !non vi azzardate !!) e anche io ho una famiglia, mi rendo conto di quanto sia complicato fare la scelta giusta nell’educare i figli. Ha fatto i suoi sbagli, cosa che anche io faccio e sicuramente continuero’ a fare , ma ogni volta ( pur non ammettendo mai  i suoi errori) ha trovato nuove energie per rimanere li’ con la sua famiglia, pur con i suoi silenzi dietro una maschera di ferro. Questo e' il suo messaggio positivo, la tenacia.
Io che quando ero ragazzina sognavo un uomo al mio fianco completamente diverso da lui e invece ho scelto un uomo che gli somiglia in tante cose (che e’ pure saggittario come lui…).
Anche lui passionale, generoso, tutto-fare, ma che non perdona facilmente neanche i piccoli errori, rimurgina, punisce, con quei silenzi che parlano ma che non spiegano .
I due uomini della mia vita  delusi e disillusi dalla mia imperfezione umana .
Allora chiedo solo una cosa a questi UOMINI …
Amatemi per quello che sono, perche’ io non sono capace di amarvi secondo le vostre aspettative, forse non sono capace di amarvi affatto.

P.S.1) Se solo penso ai miei figli quando avranno 14 anni (e forse anche prima, considerato quanto sono precoci i ragazzi di oggi) mi vengono gia’ le crisi. Quando cominceranno a dire che mi odiano e sembrera’ loro tutto cosi’ ingiusto.
Mi sento  accopponare la pelle al solo pensiero di quegli echi adesso cosi’ lontani.

P.S.2) Ai lettori del mio blog :  non avrei voluto tediarvi e tanto meno deprimervi, le mie riflessioni nascono e si appesantiscono man mano che scrivo. Vi prometto un post allegro e spensierato per la prossima volta…e fu cosi’ che non scrisse piu’ (voce fuori campo)…

Baciuzzi.

venerdì 15 aprile 2011

La strada


Rieccomi nuovamente  davanti ad una pagina vuota,  che mi crea sempre una certa ansia.
Con la mente sovrappopolata di pensieri, che sgomitano e si azzuffano tra loro per chi deve uscire attraverso le dita che pigeranno i tasti.
Temo che usciranno fuori solo pensieri confusi…
Perche’ poi  ieri riflettevo  ( ne ho avuto tutto il tempo in macchina per un’ora e mezza nel traffico), sulle scelte che uno fa nella vita.  Ho scelto di cambiare strada perche’  in  tangenziale  il traffico si era bloccato e ho peggiorato la mia situazione.  Bloccata anche in quella situazione, senza una via di fuga. Potevo solo affrontarla e prima o poi arrivare a destinazione.
Quando uno cambia strada non e’ detto che le cose possano andare meglio.
Nella vita ho scelto di non cambiare strada, ho continuato per quella strada che quasi 9 anni fa mi era sembrata la piu’ giusta.
In questa strada, un tempo ben asfaltata, camminavamo insieme a braccetto e i contorni erano definiti da aiuole fiorite e potevi sentirne il profumo.
Lungo il cammino  cingeva amorevolmente i miei fianchi e io mi sentivo protetta,  amata.
Le strade con il passare del tempo si logorano e camminando molto ci si puo’ anche stancare.
Non cinge piu’ i miei fianghi , cammina a diversi metri da me e ogni tanto si gira per  rimproverarmi il fatto che io cammino lentamente, che zoppico.
Per quanto io mi sforzi di non zoppicare, non riesco a nascondere il modo di essere incredibilmente umana, fallibile, eternamente indecisa.
Non voglio rimanere indietro da sola, senza di lui.
Non voglio adaggiarmi pigramente su di una panchina arrugginita ad aspettare .
Ho indossato tacchi ed ho dipinto il mio viso ma le mie lacrime  hanno scolorito le tinte.
Non siamo piu' quelli che eravamo all'inizio del viaggio.
Siamo cresciuti, siamo cambiati, cambiamo rotta ma non compagnia, cambiamo i mezzi ma non la motivazione.

Non so quando, ne' come potro' uscire da questo ingorgo, ma so che prima o poi arrivero' a destinazione.

mercoledì 13 aprile 2011

Un pensiero a voi.


Ci sono donne che sognano, che vanno lontano con la fantasia, che non perdono mai la speranza  e che lottano ogni minuto della loro vita con amore.
Ci sono donne sensibili, che soffrono per le circostanze, che piangono per un’amica, che stanno male se sbagliano.
Ci sono donne che rimangono saldamente ancorate alla terra ferma, con le loro certezze, con le loro fortezze inespugnabili, con la loro apparente austerita’.
Ci sono donne che ridono a squarciagola, altre che sorridono « sotto i baffi ».
Principesse avvolte negli stracci, bellezze sotto i burka, bugiarde sotto lenzuola di seta.
Ci sono donne mamme che donano tutte le proprie forze, il proprio amore alla famiglia.
Mamme apprensive, bismamme o trismamme, mamme egoiste, mamme che si fanno carico del peso del mondo intero.
Mamme stanche, mamme affrante, mamme sole, mamme forti, mamme felicemente sacrificate, talvolta incomprese e sottovalutate.
Donne che non saranno mai delle mamme, per scelta o per mancanza di « materia prima » o chissa’ per quale disegno divino.
Oggi il mio pensiero va a tutte, proprio tutte, nessuna esclusa.
Siete speciali , ognuna  con la propria specialita’ !
Meravigliose, perche’ riuscite ancora meravigliarvi e a far meravigliare.
Delicati petali di roccia, profumate di buona terra fertile.


Un abbraccio forte e un baciuzzo.

martedì 12 aprile 2011

In ufficio


A volte sono pesante, spesso ciarlo in modo ”accelerato” e spropositato.
Essermene accorta e’ gia’ un passo importante, porre un freno a questo fenomeno e’ un’impresa piu’ ardua che ha quasi dell’impossibile !
Forse sono solo delle paturnie dettate dalla mia poca autostima…  ma quando guardo le facce attonite, che sono state appena investite da un turbinio di parole, ad un tono pari a 200 decibel, accompagnate da un gesticolare eccessivo e fastidioso anche per me, mi rendo conto che forse non sono solo paturnie.
Questa sono io quando arrivo in ufficio.
Se qualcuno ancora dormiva fingendo di lavorare di primo mattino, si sveglia sudato e con i battiti accelerati come da un incubo !
Andiamo alle macchinette del caffe' e ne prendo uno…anche se per me sarebbe piu’ opportuna una camomilla.
Continuo a ciarlare, raccontare piccoli aneddoti, fare battutacce sugli aneddoti raccontati dagli altri colleghi e nel frattempo rimescolo il mio caffe’ per almeno 10 minuti buoni.
Questa sono io.  Allegra-stressata-accelerata-rompiballe.
Poi ci sono loro.
Passo con loro (mio malgrado) la maggior parte del tempo e nella nostra forzata convivenza abbiamo imparato a conoscerci e ogni tanto anche tollerarci.
Il mio box ( che non e’ una scatola, anche se a volte risulta stretto e soffocante come tale !)  contiene 4 scrivanie.  Io sono seduta nell'angolino,  "accoffolata" delicatamente come l'ippopotama ballerina di fantasia della Disney!
Accanto sta seduto V. detto il mastro, con la sua flemma, la sua precisione maniacale, il suo sguardo spesso perso nel vuoto. Tutti bravi ragazzi, ma lui e’ un soggettone. Sempre molto silenzioso, giusto per compensare il mio ciarlare. La mattina arriva molto tardi e ha bisogno di tempo per sistemare la sua borsetta  da uomo, tirare fuori tutti i fogli con gli appunti dal cassetto e allinearli rigorosamente su un punto ben definito della sua scrivania. Poi magari, se non ha nulla da fare e’ capace di fissare per delle ore il monitor con la posta gia’ letta.
A seguire c’e’ F. che ha un unico scopo lavorativo, un chiodo fisso…un aumento di stipendio ! Che avevate pensato ? Sfodera sempre un sorrisino sarcastico che dice chiaramente « sono pronto alla battuta ». Le sue battute pero’ non fanno ridere quasi mai, anzi a volte sono solo mirate ad infilare fastidiosi chiodini  ed hanno sempre come scopo il suo tanto agognato aumento(cosa che puntualmente ogni anno non arriva!).  Sarebbe un potenziale killer. Questo e' venuto fuori da un test utilizzato dagli psicologi per capire se un individuo e' un potenziale omicida, nessuno ha risposto in maniera corretta ovviamente meno che lui!!
Per chiudere il giro, c’e’ l’amico mio, che ogni giorno porta un carretto di insulti amichevoli da consumare in giornata. A che servono gli amici !
C’e’ ancora un vasto assortimento di « maschioni » dei quali mio marito non potrebbe mai essere geloso ! 
Inizialmente nel mio gruppo ero l’unica femminuccia…ma ero un maschiaccio come loro. Adesso siamo a quota tre donne.
La gentile bionda(a volte non proprio gentile perche’ attiva un  meccanismo di autodifesa, per mascherare la sua timidezza ed esaltare la sua insoddisfazione) che ha sempre a tua disposizione cioccolatini, tisane, nutella ecc., per i momenti di massimo bisogno psicofisico...  di scoglionamento insomma!
D. con la sua dolcezza , timidezza e insicurezza. Ti guarda con quegli occhioni verdi attraverso i vetri dei suoi occhiali, implorandoti con lo sguardo se ti scappa una battuta un po’ pesante.
Di qualunque medicinale tu avessi bisogno, chiedi a lei e ne e’ fornita come una farmacia.
Poi ci sono ancora io (esibizionista !), che ogni tanto gratifico le "mie" ragazze con un abbraccio.
Di solito non vado in giro abbracciando le persone (i maschi mai mai mai !),  ma quando le giornatine faticano a passare un piccolo incoraggiamento non fa mai male.

Sono stata lievemente logorroica…

Passo e chiudo.


Baciuzzi.

lunedì 11 aprile 2011

Aspettando l'estate

Con queste belle giornate verrebbe voglia di andare al mare.
Crogiolarsi al tiepido sole primaverile, il mare non ancora torbido per via delle urine delle centinaia di balneari in ferie , la spiaggia ancora percorribile a piedi nudi perche’ la sabbia non scotta ,  una leggera brezza che accarezza i capelli, e ancora quel profumo di mare, quella quiete attorno e tutti i pensieri che continuano ad affollare la mente ma con dolcezza .
Cosi’ ovattata e intorpidita, ancora (e non per molto) rilassata tornerei a casa e FORSE potrei  gestire la mia routine in maniera diversa, con piu’ tolleranza.
Le cose vanno diversamente nella realta’…
Sveglia 15 minuti prima del solito (alle 5 :45 invece delle 6) per poter fare l’areosol alla piccola.
Preparare la colazione al maritino che ha sempre qualche disappunto, al piccolo-grande rompi-rompi che dopo due morsi ha mal di pancia, un bel biberone di latte per la piccola-piccola e un’insignificante brioscina in borsa per me da consumare in auto nel traffico della tangenziale.
La merenda per  il piccolo-grande per la scuola…AZZZZZZ…ho dimenticato la merenda e l’ho ricordato solo adessooooooooooo !!!!! Alla routine aggiungo allora i rimproveri al mio rientro per questa grave dimenticanza …
Le merende e il pranzo per la piccola-piccola.
Lavaggi vari e vestizione  per me e i pargoli, corse-lente nel traffico  per disseminare la prole tra scuola e asilo.
Appena arrivo in ufficio un gran sospiro di sollievo e un’ immaginaria ovazione per aver tagliato anche oggi il traguardo !
Adesso attendo il prossimo week-end nella speranza di non incappare in qualche intoppo infrasettimanale di tipo baby- influenzale.
Tardo pomeriggio c’e’ la casa che mi aspetta con le sue innumerevoli faccende e la sera il lettone mi reclama ansioso di accogliere le mie membra devastate.
Comincio proprio male il lunedi’, aspettando di gia’ il venerdi’...
Aspetto quell’ ovattata sensazione di relax al mare che non arrivera’ mai, perche’ quando questa estate andro’ al mare mi tocchera’ inseguire sulla sabbia rovente prima l’uno poi l’altro terrorista nano.
Nonostante cio’ aspetto l’estate, per poter mordere quelle coscette nude, per non avere l’angoscia delle  influenze (che quest’inverno hanno fatto di casa mia la loro fissa dimora), per andare in ferie e smettere di correre.
La cosa che forse mi terrorizza di piu' e' la fantomatica prova costume...
Non sono prontaaaaaa!!! No, decisamente a questo non sono pronta...ma puntualmente rimando la dieta a data da destinarsi e per l'appunto adesso vado a pranzo!
Una buona giornatina a tutti.
Baciuzzi.

mercoledì 6 aprile 2011

Io e la tecnologia

Nella parola tecnologia io infilo un pò di tutto.
Tutto ciò che non è facile alla mia comprensione è tecnologia!
Non credo di essere allo stesso livello dei miei genitori (che non hanno mai imparato a leggere gli sms sul loro telefonino), qualcosina io la capisco subito...ma l'imbranataggine è insita nel mio DNA!
Piu' il tempo passa, piu' la tecnologia avanza, piu' la mia imbranataggine aumenta.
Sono direttamente proporzionali(e mi sono sparata questa "perla di sapere" per compensare!uhahauhahauha!).
Una prova inconfutabile, visibile a tutti i blogger che visiteranno la mia pagina, è quella iconetta che compare tra i "follower" uguale alla mia (che poi sarei io stessa) .Cioè io seguo il blog di me stessa...
Insomma "smanettando" s'impara, ma non so perchè io faccio sempre qualche casino.
L'altra sera cercavo in TV una rete locale e non sono riuscita a trovarla.
Così quando mio marito è tornato dal lavoro ho cominciato ad inveire contro la tecnologia avanzata del nostro ultra moderno televisore che ,secondo me, non funzionava come avrebbe dovuto.
Alla fine,con la sua faccia rassegnata e compiaciuta allo stesso tempo, mi ha spiegato che non era il televisore a non funzionare, ma io.
Da premiare la mia buona volontà? "Smanettare" indica voglia d'imparare e quando non ho tempo da perdere...ehm...da impiegare allo scopo, chiamo il  "tecnologo" junior (che ha 7 anni ma ne sa piu' di me già dal un bel pò!) che mi dà tutte le delucidazioni e non mi prende in giro come fa il "tecnologo senior".
Inizialmente era umiliante essere surclassata da un "nano", ma con il tempo ho capito che è un nano solo fisicamente e temporaneamente e che questa sua intelligenza "superiore" (alla mia) potevo sfruttarla.
Anche la piccola (nel suo piccolo!) non è da meno. Ieri ho scoperto grazie a lei che, sempre quel famoso televisore, ha un tasto di spegnimento/accensione dietro a sinistra, così la prossima volta non dovrò impazzire nel cercare il telecomando sapientemente da lei nascosto!
La cosa piu' grave è che il mio diploma è di perito elettronico e il mio lavoro è anch'esso inerente  all'elettronica... quindi in un certo senso dovrei essere predisposta a certe cose...
E' sempre grazie a quella buona volontà di cui vi ho parlato che mi sono diplomata e riesco a svolgere discretamente (anche se nolente) il mio lavoro.

Volere è potere...anche se volare sarebbe meglio!

P.S. e' giunto il momento piu' devastante del pomeriggio...è ora di fare compiti di seconda elementare.
In questo caso specifico il "tecnolo junior" cerca di fare il minor sforzo nel maggior tempo possibile utilizzando una quantità minima  di quella intelligenza"superiore!!!